IL PUNTO DEL PRESIDENTE PAOLO VAZZOLER “Io sono felice, tanto felice”

IL PUNTO DEL PRESIDENTE PAOLO VAZZOLER “Io sono felice, tanto felice”

IL PUNTO DEL PRESIDENTE PAOLO VAZZOLER

IO SONO FELICE, TANTO, TANTO FELICE

Quando scrivi o dici qualcosa con l’intento di comunicare un concetto non conta ciò che tu dici, ciò che tu scrivi, quanto piuttosto ciò che il tuo/ tuoi interlocutori capiscono, o vogliono capire, dalle parole che hai detto, dalle parole che hai scritto.

In un contesto in cui la forma sembra aver maggior rilevanza del contenuto, conta  il tono con cui ti esprimi, conta la postura e la gestualità con cui hai accompagnato le tue parole, conta la virgola prima di un inciso, ma conta soprattutto quale fra le parole o le frasi che hai detto o scritto il tuo interlocutore ha deciso di fare sue e con la sequenza e la contestualizzazione  da lui  scelta  anche se opposta al tuo originale intento.

Perché tale preambolo? Perché tante parole per raccontare nulla, finora almeno?

Perché persino nel silenzio scopri che altri hanno sentito le tue parole, perché anche in una sequenza di pagine bianche c’è chi legge ciò che non c’è e non hai scritto .
Si dovrebbe tornare indietro e fare una disamina puntuale ed oggettiva di ciò che è stato e quali fossero i presupposti, ma sarebbe un lento ed inutile  disperdere energie se poi chi legge o ascolta non vuole leggere o ascoltare.

Mi è stato detto che da molto, forse troppo, non “scrivo”, non racconto TVB, non commento le situazioni, ma vi assicuro che con sole 24 ore al giorno farlo mi si è rivelato quasi impossibile tanti erano gli scritti, i giudizi, le elucubrazioni, i solleciti , i suggerimenti, le indicazioni, le lezioni, gli insegnamenti che ho ricevuto in maniera diretta o indiretta da tantissimi che come me, abitano in questa piazza virtuale che sono i social.

E’ stato persino divertente leggermi virgolettato in questo o quel passaggio, leggere di me per messaggio diretto o sottinteso e leggere della società TVB scoprendo come è costituita, come funziona, come si articola e si gestisce.
In realtà non averne scritto o parlato  ha per assurdo amplificato l’intensità del tutto, ha reso le emozioni ancora più forti e ogni momento è stato comunque vissuto soffrendo, se triste, gioendo, se felice.

Da un po’ leggo sui giornali e ancor più sui social considerazioni volte a puntare il dito su questo o quell’altro aspetto di TVB, su questo o quell’altro membro di TVB sia esso staff, tecnico, giocatore, consorziato o tifoso. TVB infatti È tutto questo e tutti questi e sottolineo come È maiuscolo non è un refuso, ma una certezza, almeno per me.

Da quando è nato il nostro progetto abbiamo vissuto moltissimi momenti lieti e pochissime difficoltà e forse questo ha illuso tanti, me di sicuro, che il comune pensiero, il comune intento e sogno iniziale sarebbe rimasto vivo nel cuore e nel comportamento di tutti allo stesso modo, con la stessa intensità, con la stessa umiltà, con la stessa complicità.

Ma non sembra essere così e allora, in virtù del fatto che le difficoltà fortificano, gli errori fanno crescere, le critiche sono opportunità per un diverso pensare, benvenute difficoltà, per fortuna abbiamo fatto errori e grazie per le critiche.

Questi momenti,  queste difficoltà, gli eventuali errori, le critiche sono l’occasione ideale per riflettere  sullo stato di salute del nostro progetto, alla luce dei nostri valori e dell’etica che ci siamo imposti e alla luce del confronto con altre piazze.
Ebbene, dopo aver riflettuto, sono veramente tanto, ma tanto, tanto felice.

Luglio 2012 non c’era niente di tutto questo e dal nulla si è generato qualcosa che ritengo bellissimo e unico e di cui non posso che essere fiero ed orgoglioso. Solo chi fa sbaglia e l’orgoglio nasce soprattutto dal fatto che anziché piangere, anziché parlare, ci siamo rimboccati e siamo ripartiti: TUTTI ASSIEME.
Sono 4 anni e mezzo che TVB dispensa emozioni, sorrisi, passioni e, considerato che l’alternativa era il NULLA che qualcuno aveva ipotizzato, non posso che essere felice, ma tanto, tanto felice.

Ci sono anche domeniche in cui ci arrabbiamo, in cui torniamo a casa nervosi, in cui spaccheremmo il mondo per un canestro sbagliato o una palla persa, ma anche quelle sono emozioni anche quelle fanno parte dell’amore per questo progetto.

Non c’era una società, non c’era nulla perché nulla ci è stato “regalato”, e oggi,  pur non avendo fatto ancora nulla, pur facendo errori, siamo diventati così credibili che quasi 150 aziende fra consorziati e sponsor hanno deciso di aiutarci, hanno deciso di accompagnarci nel nostro sogno.
Dal lato economico/patrimoniale i conti in equilibrio sono garanzia non solo di  continuità, ma anche di crescita, perché la serietà operativa e la dimostrazione di credere nella progettualità aiuta a crescere e ad essere attrattivi verso aziende e sponsor.

Abbiamo infatti la grande fortuna di avere come compagni di viaggio molti partners, non solo appassionati a TVB, ma anche solidi, capaci e importanti e con loro vogliamo continuare questo viaggio. Vogliamo sia un viaggio lungo, per andare lontanto, per non ritrovarci mai più come 4 anni fa con il nulla davanti a noi.
E io di questo sono tanto felice, ma tanto, tanto felice.

Abbiamo  il terzo pubblico per affluenza . Era una delle mission che ci siamo dati all’inizio della nostra avventura e ci siamo riusciti. Il Palaverde è meraviglioso, ma senza pubblico è un gigante triste. E invece domenica dopo domenica sono 5.000 e oltre gli amici che si ritrovano a fare festa assieme. La curva a dare la carica, a scandire i tempi, a lanciare i cori, ma tanti, tanti , tutti a volte, a cantare con loro, ad accompagnare la squadra. Se queste non sono emozioni? Se queste non sono cose belle? Il battere le mani tutti assieme, il gioire così come il soffrire di 5.000 amici come fossero un’unica persona.
E di questo io sono grato a tutti e per questo vi ringrazio e vi confido che sono tanto felice, ma tanto, tanto felice.

Il sogno resta quello che prima o poi un ragazzo cresciuto nelle nostre giovanili esca dal tunnel, primus inter pares, come capitano della TVB, guida per i suoi compagni, ma al tempo stesso “uno di noi” in campo per noi.
Anche qui siamo partiti da zero e non senza “concorrenza ” eppure ora sono più di 300 ragazzi che testimoniano  con la loro gioia e passione la bontà di quanto stiamo facendo.
Non vi è certezza, ma  se avessimo speso i soldi di Moretti, De Zardo, Barbante e per tutti ragazzini in maglia DeLonghi Treviso scegliendo invece giocatori formati avremmo forse, e sottolineo forse, un roster più forte in prima squadra: ma a che pro? Con quali vantaggi reali? Con quale progettualità? E non vi è neppure certezza che saremmo stati più forti perché comunque, finora , non ho visto tanti “seniores” battere i nostri ragazzi.
E di tutto questo , permettetemi la confidenza, sono tanto felice, ma tanto, tanto felice.

E poi c’è la prima squadra, la punta dell’iceberg, la parte di noi con maggior visibilità. Abbiamo scelto giocatori che, certi comunque delle loro qualità tecniche, fossero delle belle persone e di tutte le scelte fatte sono felice, ma tanto, tanto felice. Abbiamo chiesto loro di essere comunque fieri di se stessi solo se, qualunque fosse il risultato, uscendo dal campo fossero in condizioni di dire che nulla poteva essere fatto più quanto avevano fatto. E loro, salvo qualche episodio di giovanile autolesionismo, questo hanno fatto. Le sconfitte, per quanto dolorose, non possono determinare in assoluto la validità del nostro progetto. Chi vive di sport sa che le sconfitte, le cadute, i momenti difficili, fanno parte integrante del gioco e vincere non può essere l’unica cosa che conta. Lo desideriamo tutti, e’ indubbio, lo sognano per tutta la settimana fino alla passione domenicale. Io, noi, dei ragazzi e dello staff tecnico siamo orgogliosi; la lealtà che hanno sempre dimostrato, l’impegno che hanno profuso ci hanno appagato ogni domenica, ma prima ancora ogni singola giornata del loro essere con noi.
Possono migliorare ? Certo ! Possono fare di più ? Certo e forse nemmeno loro sanno ancora quanto forti possono essere! Sbaglieranno ancora ? Certo ! Se non fosse così non saremmo in un mondo reale. Ci esalteremo per le loro vittorie ? Certo o non li seguiremmo con la passione con cui lo facciamo. Ci arrabbieremo per i loro errori ? Certo, ma non più di quanto non faranno loro con loro stessi, ma un secondo dopo saremo ancora lì ad incitarli ed accompagnarli con il nostro tifo.

Siamo con loro, staff tecnico e giocatori, li vediamo lavorare in palestra giorno dopo giorno e sappiamo cosa fanno per regalarci sorrisi la domenica. Abbiamo vinto due campionati e siamo primi anche in questo con uno score vinte / perse migliore dello scorso anno e così speriamo sarà anche a fine stagione; vogliamo migliorare quanto già fatto e, come ho già scritto, vogliamo scoprire, riscoprire, il sapore di una finale e anche quel giorno  uscire dal campo sicuri che avremo fatto il massimo che potevamo.
Siamo i primi a sapere che ci sono stati e ci saranno ancora momenti di difficoltà, ma li affronteremo, così come abbiamo già fatto, lavorando ancora più duramente e alacremente, impegnandoci ancora di più e se questo non basterà faremo, come già avvenuto con l’innesto di Andrea, quanto ci sarà concesso nei tempi e nei modi previsti dai regolamenti.

Resto convinto che ciascuno dei nostri ragazzi abbia ancora margini di miglioramento incredibili e possa ancora crescere e migliorare,  così come siamo anche attenti a cogliere ogni situazione e opportunità si possa presentare per aiutare questa loro crescita .
Siamo però, e lo sottolineo, orgogliosi di quanto hanno fatto finora, siamo fieri di come i ragazzi ci rappresentano, del loro amore per la maglia che indossano, siamo soddisfatti di questi ragazzi, di quelli che giocano tanto e di quelli che giocano meno, di quelli che hanno l’onore delle cronache così come di chi, fisso la domenica in panchina, non lesina una stilla del suo sudore durante la settimana per preparare i compagni negli  allenamenti.

Tutto questo lo avevo scritto qualche settimana solo per raccontarvi quanto fossi felice, ma tanto, tanto felice.

Poi arriva la sfida con la Virtus e finisce come tutti sappiamo.

Sono più felice ? Anche no, sono felice, tanto, tanto felice, ma nulla cambia e nulla sarebbe cambiato avessimo anche perso, perché immutata era e resta la fiducia nei ragazzi e nelle loro possibilità, immutato resta il mio affetto e ringraziamento  per i 5.000 che ogni domenica soffrono accanto a me, immutata resta la gratitudine per chi ci sta aiutando economicamente in questa nostra / vostra avventura. La Virtus e’ già archiviata, nemmeno il tempo di gioire e già la testa va alla prossima domenica perché ci  sarà un’altra sfida importante così come quella successiva e via via fino all’ultima giornata.
Io domenica ci sarò  a soffrire e a gioire con i ragazzi e so che loro faranno l’impossibile perché sia un’altra giornata di festa.
Io ci sarò senza remore e condizioni perché continuo a credere in questa meravigliosa avventura, cosciente di ciò che siamo, orgoglioso di come siamo e incondizionatamente fiducioso di ciò che potrebbe essere.

Paolo Vazzoler
Presidente De’ Longhi Treviso Basket